mercoledì 11 aprile 2018

La falsa concorrenza


L'omo de sinistra, specialmente in Italia, è uno strano animale, ma non troppo difficile da capire conoscendone provenienza e storia; in particolare il pidiota, che ne è l'ultima incarnazione: e non c'è da stupirsi, essendo il prodotto di due partiti, o se vogliamo linee di pensiero e modi di essere, dogmatici, fideisti, che per loro natura hanno fatto riferimento a potentati extraterritoriali il cui interesse prioritario non è mai il benessere del cittadino e il libero sviluppo delle sue potenzialità individuali. Di qui una costante, ancor più vera per quanto riguarda i pidioti provenienti dalla filiera PCI-PDS-DS (ma anche i postdemocristiani non scherzano) per cui il vero nemico, quello contro cui si riversano gli strali della scomunica, le ingiurie, si esercita senza ritegno l'arte della calunnia personale e del travisamento dei fatti fino alla riscrittura della storia (in questo i comunisti sono maestri imbattibili per forma mentale) è quello più vicino. E' risaputa la parola d'ordine che rispunta a ogni appuntamento elettorale: nessun nemico a sinistra (qualsiasi cosa voglia significare questo termine, a parte un'indicazione geografica). Con l'avversario (si fa sempre per dire), gli accordi si trovano sempre, più o meno alla luce del sole o completamente sottobanco: dalla Solidarietà nazionale anni Settanta ai Governi del presidente, cfr Napolitano, fino agli accordi locali e alle spartizioni di poltrone nelle aziende pubbliche, ne abbiamo infiniti e nefasti esempi. Stessa musica anche in occasione delle ultime politiche di inizio marzo: per tutta la campagna elettorale (in realtà per l'intera legislatura, guidata da partito-padrone e prenditutto in base a una maggioranza ottenuta con una legge farlocca e incostituzionale, oltre che col determinante voto degli italiani all'estero) è stato un dargli addosso al Movimento Cinque Stelle, in particolare attraverso una indecente campagna ad personam contro la sindaca di Roma Virginia Raggi, e vanno avanti tuttora a fare gli sdegnosi non accorgendosi, non si capisce se per limiti propri o solo perché fanno finta, che nella sua marcia di avvicinamento al potere, quello fondato da Casaleggio e Grillo si è sempre fatto più partito perdendo man mano le caratteristiche che gli erano proprie. Già avevo notato (e fatto notare) che nel programma elettorale del M5S non si faceva più cenno all'abolizione dell'obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione e, tra i "punti per un governo", a una sostanziosa riduzione delle spese militari e alla rinuncia all'acquisto di ulteriori F-35, al rientro dalle missioni internazionali, men che mai a una revisione degli accordi con la NATO, per non parlare della marcia indietro sull'UE e la sua moneta, con il Capo Politico a rassicurare il potere finanziario qui e là in processione tra Washington e Bruxelles. Nella sua definitiva incarnazione in versione Di Maio, è diventato sostanzialmente un clone del PD, col quale peraltro ha in comune la dimensione dogmatica e la tendenza ad adattare la realtà alle proprie fantasie (e desideri): ciò che li differenzia è l'età media e quindi la maggiore freschezza e adattabilità a nuovi schemi da parte dei pentastellati. Che per quanto li riguarda è ovvio si rivolgano in primis al PD, che sentono più vicino, per formare un governo. Altrettanto ovvio, per i motivi specificati all'inizio, ossia l'orrore per la concorrenza sul proprio terreno, che er popolo d'asinitra, in particolare il militonto ottuso, ammaestrato da decenni di obbedienza cieca ai dettami della Ditta, per un riflesso pavloviano, recalcitrino e rifiutino sdegnosi qualsiasi profferta, ma tranquilli che i dirigenti pidioti più scaltri e scafati si stanno già riposizionando e dandosi da fare per cambiare la linea in corsa, per cui, al termine dei giri di consultazioni con la mummia che siede al Quirinale, non mi meraviglierei di ritrovarci con l'ennesimo governo all'insegna del ce lo chiede l'Europa (e, di conseguenza, FMI, Banca Mondiali, NATO, i Mercati... magari perfino La Scienza). Quanta stabilità possano poi garantire le vecchie puttane presenti nel PD, e che sicuramente non mancano nel M5S, è ovviamente un altro paio di maniche e comunque, per quel che mi riguarda, appassiona poco. Salvo qualche volta, così per gioco. 

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