giovedì 25 febbraio 2016

Fuocoammare

"Fuocoammare" di Gianfranco Rosi. Con Samuele, Mattias Cucina, Samuele Carruana, Pietro Bartolo, Giuseppe Fragapane, Maria Signorello, Francesco Paterna, Francesco Mannino, Maria Costa. Italia, Francia 2016 ★★★½
Quanto mi aveva deluso e profondamente annoiato e a tratti irritato Sacro Gra, l'altro suo film che aveva vinto il Leone d'Oro a Venezia nel 2013, tanto mi ha convinto Fuocoammare, sia per l'argomento, sia per la sua semplicità, in netto contrasto con la sensazione di artificiosità che mi aveva lasciato l'osannato lavoro precedente, fermo restando che il suo modo di fare cinema non mi entusiasma. Anche "Fuocoammare" non è un film-inchiesta sensazionalistico, ma racconta, attraverso la vita quotidiana di alcuni abitanti di Lampedusa, questo lembo di terra africana di 20 chilometri quadrati appartenente all'Italia dove ormai da decenni si consuma, nella sostanziale indifferenza dell'UE e in buona parte del resto del nostro Paese, la mattanza dei fuggiaschi dal Sud del mondo in cerca di un futuro sul nostro Continente. E' quest'isola, abitata in prevalenza da pescatori, che fa da ponte, eroicamente, in questa gigantesca transumanza umana a bordo di barconi di fortuna coordinata in maniera scientifica da trafficanti di carne umana, moderni schiavisti. Rosi sfugge a qualsiasi sensazionalismo e ne descrive la vita da una doppia visuale: quella di Samuele, un adolescente che pur essendo nato e vivendo in un ambiente circondato dall'acqua, vive il mare come una sorta di fiaba avventurosa, attraverso i racconti di un parente pescatore, preferendo trascorrere il tempo libero dalla scuola in attività prettamente terrestri andando a caccia di uccelli con la sua amata fionda che si è costruito da sé, o immaginando di azionare un mitragliatore contraereo, e quella di chi si occupa a vario titolo dei fuggiaschi che approdano a Lampedusa, sia i poliziotti e i militari impegnati nel recupero dei disgraziati stipati su natanti marcescenti e abbandonati in mare, tra cui giganteggia, per la sua umanità, l'unico medico dell'isola, Pietro Bartolo, che pur avendo visto ogni tipo di orrore nel corso degli anni, soccorso migliaia di persone e sezionato centinaia di cadaveri ancora non è riuscito a farci l'abitudine ed è intriso di quell'antico sentimento di autentica pietas umana che del resto fa parte di tutta una comunità marinara di poche e meditate parole, che contrasta in modo eclatante con quella parolaia e sguaiata, oltre che bugiarda, dei petulanti, logorroici politicanti che ci governano, i quali si presentano sull'isola al solo scopo elargire promesse mai mantenute e farsi pubblicità elettorale. Può darsi che la coda di paglia da parte tedesca abbia contribuito alla conquista del Leone d'Oro all'ultimo Festival di Berlino, ma Fuocoammare merita di essere visto al di là di questo prestigioso riconoscimento.

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