mercoledì 23 gennaio 2013

La banca del buco

In cinque anni sono riusciti a disintegrare una credibilità acquisita in oltre cinquecento anni di storia, dissestando la più antica banca del mondo in attività: il Monte dei Paschi di Siena, fondato nel 1472. Con queste credenziali il partito che dal dopoguerra ne ha nominato i massimi dirigenti, il PD ex DS-PDS-PCI e tratto i massimi vantaggi, si candida a governare per i prossimi cinque anni il Paese nel pieno di una tempesta finanziaria, che altro non è che un sintomo del collasso di un intero sistema a livello globale. Da soli o, più probabilmente, in condominio con la ghenga di banchieri guidata da Mario Monti, e magari l'appoggio della cricca berluscioniana, come già sperimentato negli ultimi 13 mesi di "governo tecnico". 4 miliardi di euro, fra Tremonti e Monti-bond, ci è già costato il salvataggio di questa banca, prima dell'ultimo buco stimato di 740 milioni rivelato da uno scoop dell'ottimo Marco Lillo del "Fatto Quotidiano" (gli altri giornali, nel frattempo, dormivano) portando alle dimissioni di Giuseppe Mussari da presidente dell'ABI, Associazione bancaria italiana, incarico a cui era stato "promosso" (ut amoveatur) dopo essere stato sostituito da Alessandro Profumo, altro fedele esecutore dei voleri del PD, dopo il siluramento di quest'ultimo dal vertice della prima banca italiana che era stato quasi capace di affondare, l'Unicredit. A Siena, è venuto a completare l'opera di Mussari. Così come all'ILVA di Taranto è stato spedito come esecutore testamentario un altro trombato eccellente del partito comunistiano, quel Bruno Ferrante, già prefetto di Milano, scelto dal PD come candidato sindaco nel 2006 in quella città contro Mestizia Moratti, ovviamente riuscendo a buscarle nell'occasione perfino dal sindaco più detestato di sempre nella storia ambrosiana. Sono questi i particolari che gli elettori, o almeno quelli intenzionati a recarsi alle urne e considerati alla stregua di un "parco buoi" tanto dai politicanti quanto dai banchieri, dovrebbero tenere bene a mente il 24 e 25 febbraio prossimi, dettagli che non gli verranno mai forniti dall'informazione narcotizzata o dai "talk show" che li ospitano in pianta stabile. Qui, nel mio piccolo cerco di rimediare.

1 commento:

  1. E rimedi bene! Avanti così.
    Mi chiedo quando lo zoccolo duro e ottuso del Pd realizzerà che paga in contanti, via riduzione pensioni e aumento tasse varie, i giochetti bancari dei compagni Alfa del partitone...

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